La cerealicoltura innovativa: valorizzare il Meridione partendo dalla terra

La cerealicoltura innovativa: valorizzare il Meridione partendo dalla terra

fb_icon_325x325 AMT Lab è partner del progetto ISCOCEM (Sviluppo tecnologico e Innovazione per la Sostenibilità e Competitività della Cerealicoltura Meridionale), la partnership che unisce 9 imprese private, 6 università e 4 enti di ricerca con lo scopo di incrementare la competitività della cerealicoltura nel Sud Italia.
La sinergia tra i soggetti privati (sementieri, produttori di materie prime, trasformatori) e gli enti di ricerca nei campi più disparati: genetica, marketing, costituzione varietale, agronomico-gestionale, trasformazione e formazione permette la creazione di un’agricoltura moderna e innovativa, incentrata sul rispetto dell’ambiente, della biodiversità e della valorizzazione delle risorse naturali del Meridione.
Molti sono gli obiettivi che il progetto vuole realizzare, in ambito tecnologico, produttivo e genetico. Verranno sviluppati protocolli di produzione per i sistemi cerealicoli e creati nuovi genotipi con un alto tasso di adattabilità. La genetica e la ricerca intervengono nel processo di miglioramento del frumento duro, passando attraverso il recupero della biodiversità. I ricercatori, coadiuvati dagli specialisti nel campo si sono impegnati anche nello sviluppo e nella valutazione di materia prima a base di farro e avena nuda.

Cerealicoltura e pasta, le risorse del Sud Italia

Lo sviluppo della cerealicoltura innovativa è indispensabile per la ripresa economica: non è infatti un segreto che l’Italia sia il primo esportatore di pasta al mondo. Il bacino del Mediterraneo ha sempre avuto, sin dalla preistoria, il clima e le caratteristiche del terreno adatte a far crescere cereali, ma soprattutto frumento e orzo.
Ricerche mostrano però come il grano estero, soprattutto quello canadese, sia di qualità superiore a quello del Sud Italia. Com’è possibile che una terra così ricca non produca i miglior cereali al mondo? Il Mediterraneo ha una ricchezza che non viene sfruttata nel modo giusto. Partendo da questa consapevolezza il progetto ISCOSCEM ha unito i partner, privati e non, per rivalutare una risorsa, il grano, fondamentale per l’economia italiana.
Il progetto ISCOCEM, inoltre, attraverso le modificazioni genetiche s’impegna nella creazione di un nuovo tipo di pasta.
L’idea di sviluppare nuove tipologie di pasta, valorizzando le componenti bioattive come biofenoli, isoprenoidi e licopene, sostanze benefiche per l’organismo, non può che migliorare la qualità e sottolineare l’importanza che la pasta ha sempre rappresentato per gli italiani, soprattutto all’estero.
Aumentare, grazie alla ricerca e alla cooperazione tra diversi enti, la competitività dei cereali e della pasta, contribuisce nella formazione di un’immagine positiva del paese, che da secoli è collegata a questo alimento. Citando lo scrittore e giornalista Cesare Marchi: “L’unità d’Italia, sognata dai padri del Risorgimento, oggi si chiama pastasciutta”.

5 giugno 2017